BéBert Edizioni | Lettere di prigionieri dall’incubo delle carceri speciali
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Lettere di prigionieri dall’incubo delle carceri speciali

Lettere di prigionieri dall’incubo delle carceri speciali

E’ online la recensione di Popoff a Visto Censura – Lettere di prigionieri politici in Italia (1975 – 1986).

“Dopo il 1974 l’illegalità diffusa e insurrezionale aumenta a macchia d’olio, grazie al contributo decisivo dell’area dell’Autonomia Operaia che, in parte, convoglia le energie dei gruppi extraparlamentari in dissoluzione. In questa fase, l’esperienza della violenza nella lotta politica si situa spesso sul crinale tra estemporaneità e pianificazione. A provarlo è la miriade di gruppuscoli armati che nascono, fluttuano, si sciolgono o entrano nelle organizzazioni maggiori, principalmente Brigate Rosse o Prima Linea, la quale si distingue per una visione ideologica e una pratica della lotta armata più movimentiste e libertarie. Se, quindi, le statistiche parlano di un numero di sigle che varia tra le 78 e le 125, sembra più prudente attestarsi su un totale di 24 organizzazioni maggiori effettivamente attive tra il 1969 ed il 1989, come individuato dal Progetto memoria. I numeri della partecipazione rimangono impressionanti, nonostante i risultati discordanti che caratterizzano i vari studi e l’assenza di elaborazioni ufficiali: si passa dai 1138 inquisiti individuati da Della Porta a fenomeno in corso, ai 4087 del Progetto memoria mentre altre stime arrivano fino a 20000 inquisiti e 6000 “.

E’ quello che scrive Lorenzo De Sabbata, nella sua “Breve storia della lotta armata in Italia”, pubblicata in Visto censura. Lettere di prigionieri politici in Italia (1975-1986), in uscita il 10 febbraio per la collana Niandra di Bébert Edizioni, raccoglie la corrispondenza inedita di prigionieri politici, in prevalenza aderenti alle Brigate Rosse. Sette documenti e 79 lettere da una molteplicità di voci, alcune delle quali testimoniano più di vent’anni di detenzione.

Pensato come uno strumento di pensiero critico, ma anche e soprattutto come un libro sul carcere, sugli “speciali” (Asinara, Palmi e Voghera) e sulle condizioni detentive di quel momento storico, Visto censura si pone l’obiettivo di analizzare un periodo che si è spesso voluto semplificare, trascurando le sfumature e procedendo a tentoni tra dietrologia e gossip giornalistico.

 

Qui l’articolo completo: “Ciao tutti, saluti rossi”. Lettere di prigionieri dall’incubo dei carceri speciali

 

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